Comunicazione n. 254

19 marzo 2020

Ai docenti

                                                                                                        Registro Elettronico

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 Alcune riflessioni e…  indicazioni operative per la didattica a distanza

 Per iniziare … qualche riflessione

Ho riflettuto a lungo prima di fornire delle indicazioni rispetto al nostro comune lavoro didattico. Ho riflettuto, scritto e limato perché, mentre in questo momento abbiamo una sovrabbondanza di suggerimenti, proposte, ipotesi di lavoro sulla didattica a distanza, mi vado convincendo che sia necessario interrogarci prima di ogni altra cosa sul senso di ciò che dobbiamo fare.

Sono due settimane che viviamo in questo modo tanto nuovo e tanto straniante. In pochi giorni, quasi senza che ce ne accorgessimo, siamo stati catapultati in una situazione che ha scardinato completamente le condizioni stesse della nostra vita. Il nostro sistema di pensiero e le categorie mentali con cui ci accostiamo alla realtà non riescono però a tenere la velocità di questi cambiamenti. Mi pare che stiamo affrontando questa realtà utilizzando schemi mentali e principi di orientamento del nostro agire, figli del passato e dunque drammaticamente inadeguati. Per la maggior parte (almeno i fortunati che hanno un lavoro da poter gestire da casa) tentiamo di riprodurre le consuete azioni e dinamiche, solo adattandole alle gestione da remoto. La novità e le difficoltà che questo esercizio ci impone, ci distoglie  (e forse ci anestetizza) dalla necessità di riflettere su cosa sta accadendo a noi e al  nostro modo di vivere; su come questo impatti sugli obiettivi stessi del nostro ruolo di educatori. Il nostro è un ruolo cruciale  perché offre la  possibilità (più unica che rara in questo momento) di essere vicini ai ragazzi, di alimentare il senso di appartenenza al gruppo di pari ed, al contempo, poter essere un punto di riferimento, anche emotivo.

Dunque prima di fornire indicazioni su come-si-fa-cosa, io vi chiederei di porvi, insieme a me, il problema del senso della didattica a distanza in una situazione di emergenza. Un problema che non si risolve con un tutorial di G-Suite, anche se  usare G-Suite è fondamentale per fare didattica a distanza.  Allora proverò a scomporre questo problema nei suoi elementi costitutivi, ma ribaltando l’ordine: prima vediamo come la situazione di emergenza modifica la vita e la percezione degli studenti e poi passiamo a capire come la didattica a distanza ci può aiutare.

Come la situazione di emergenza cambia i nostri ragazzi. Credo che nessuno di noi possa prescindere dal fatto che la situazione che stiamo vivendo cambia l’atteggiamento, la capacità di ascolto e di studio dei nostri ragazzi. Vivono le nostre stesse preoccupazioni per il presente e per il futuro; lo stesso stress emotivo e la stessa ansia, amplificate dalle incertezze, dai dubbi, dalla instabilità emotiva che caratterizza l’adolescenza e la loro giovane età. Questi ragazzi non sono più gli stessi  che avevamo in classe solo fino a due settimane fa: oggi hanno bisogno di strumenti nuovi e diversi per capire una realtà che sta stravolgendo relazioni umane, progetti ed aspettative per il futuro. È sulla base di questa esigenza che bisogna riorientare la nostra attività didattica.

Se dovessi dare un senso condiviso alla didattica in situazione di emergenza, direi questo: fornire ai nostri ragazzi la possibilità di  comprendere quello che sta accadendo attraverso le differenti lenti che ogni disciplina offre. Perché cos’è una disciplina se non una lente che consente di ingrandire ed analizzare aspetti diversi di una medesima realtà? Ovviamente gli strumenti di analisi devono essere differenziati per livelli di complessità, ma la strategia deve essere comune: guidare ad utilizzare strumenti concettuali che consentano loro di mettere un po’ di ordine nel caos emotivo, e non solo, che stanno vivendo. Credo che questo dobbiamo loro prima di ogni altra cosa.

La Didattica a Distanza. È necessario partire da un assunto fondamentale: finora la didattica a distanza è stata, nel migliore dei casi, una estensione della didattica in presenza. Nessuno di noi, non nelle nostre scuole almeno, ha mai dovuto realizzare attività formativa esclusivamente da remoto: essa traeva linfa vitale dall’aula fisica, dalla interazione in presenza. Una volta compreso con chiarezza che dovremo fare a meno dell’interazione in presenza ancora per molto tempo,  dobbiamo fare i conti con il problema successivo: non possiamo adottare una mera trasposizione da remoto delle modalità ordinarie della lezione in aula.

E allora – posto che il nostro comune obiettivo deve essere quello di fornire ai ragazzi degli strumenti per comprendere la realtà (questa realtà di emergenza in particolare), per orientare i loro comportamenti – possiamo dire anche che la DaD deve prevedere la costruzione ragionata e guidata del sapere attraverso l’interazione tra docenti e studenti.  Qualsiasi mezzo non modifica il fine e i principi di tale attività: si tratta pur sempre di dare vita a un “ambiente di apprendimento” da creare, alimentare, abitare, rimodulare di volta in volta. Il collegamento diretto o indiretto, immediato o differito, attraverso videoconferenze, videolezioni, chat di gruppo, la trasmissione ragionata di materiali didattici, l’impiego del registro di classe in tutte le sue funzioni di comunicazione e di supporto alla didattica, la rielaborazione  e discussione diretta o indiretta con il docente, l’interazione su sistemi e app educative: tutto ciò all’interno di un percorso ragionato che ogni docente (meglio ogni dipartimento e/o consiglio di classe) elabora.

Dunque non è didattica a distanza il semplice invio di materiali o l’assegnazione di compiti che non siano preceduti da una spiegazione, o che non prevedano un intervento successivo di chiarimento o restituzione da parte del docente.

Ma nemmeno possiamo pensare che sia fattibile realizzare attività da remoto, in videoconferenza, come se stessimo tutti a scuola, con gli stessi tempi e gli stessi orari. Non possiamo, perché non sarebbe sostenibile fisicamente, emotivamente e cognitivamente tenere i ragazzi di fronte ad uno schermo per 6 ore al giorno e, magari chiedere, nel pomeriggio, di consolidare gli apprendimenti in maniera autonoma, sempre davanti ad uno schermo. Non sarebbe sostenibile fisicamente e non rispetterebbe le condizioni minime di sicurezza (nemmeno i lavoratori possono stare al computer per quel numero di ore al giorno consecutivamente: la legge lo vieta); emotivamente perché se è difficile in presenza mantenere agganciati alla lezione gli studenti, proviamo ad immaginare cosa accade dietro allo schermo di un computer…; cognitivamente perché la capacità di apprendimento coinvolge sfere che usualmente i ragazzi non sono abituati ad attivare per tempi così lunghi.

Ora… alcune indicazioni operative.

Vi chiedo scusa per la lunga premessa. Ho ritenuto necessario non abdicare, in questa situazione, rispetto alla necessità di riflettere, come comunità educante, sul senso del nostro agire, anche perché è da questo senso che discendono le indicazioni operative che troverete di seguito.

  • Le attività didattiche dovranno prevedere diverse modalità di interazione diretta ed indiretta, utilizzando gli strumenti di comunicazione che via via stiamo rendendo comuni e condivisi (Registro Elettronico e piattaforma integrata Collabora, strumenti di G-Suite), le diverse modalità di comunicazione sincrona ed asincrona, in testo e audio video, che rispettino i parametri di privacy (a questo proposito richiamo l’attenzione a non veicolare mai nelle comunicazioni informazioni riservate). Ricordo poi l’opportunità di valorizzare l’autonomia degli studenti attraverso lavori, approfondimenti individuali e di gruppo (che dovranno essere opportunamente guidati ed orientati da voi).
  • Suggerisco che le attività sincrone non coprano mai l’intero orario delle lezioni: in linea di massima l’attività in collegamento sincrono da remoto è bene riguardino non più di metà delle ore settimanali di lezione. A questo proposito è necessario tenere presente che nelle famiglie potrebbe  non esserci (anzi spesso non c’è) la disponibilità di un computer per ognuna delle persone che deve svolgere attività da remoto. Le attività in modalità sincrona vanno calendarizzate avendo come riferimento l’orario delle lezioni: questo al fine unicamente di evitare che due docenti della stessa classe chiamino gli studenti a partecipare contemporaneamente a due attività diverse. Per quanto riguarda le attività asincrone, si chiede di caricare in piattaforma materiali e attività da svolgere entro le 14:00 di ogni giorno.
  • La registrazione delle attività svolte deve essere effettuata quotidianamente e tempestivamente sul RE, come pure l’assegnazione dei compiti. Nei giorni di lezione, la puntuale registrazione delle attività svolte, l’annotazione dei materiali condivisi, delle piattaforme utilizzate, dei lavori assegnati, della loro correzione e restituzione agli studenti testimonia le attività svolte dal docente.

    Riguardo alla tipologia di verifiche, è ovvio che debbano essere ripensate alla luce dell’attuale situazione: è sempre possibile una verifica orale (ma sento già qualcuno che, non a torto, storce il naso: chi garantisce che non abbiano un secondo schermo dal quale attingono le risposte? …); le verifiche scritte (tutte le diverse tipologie: test, questionari e moduli online, compiti autentici, elaborati) dovranno tenere conto delle specifiche condizioni operative, in particolare della possibilità di accesso contestuale ad altre fonti di informazione.

 Con qualsivoglia tipologia di verifiche, l’obiettivo fondamentale della valutazione  deve essere  verificare, promuovere e sostenere  il processo di apprendimento. Lo studente deve essere informato tempestivamente di errori e criticità al fine di rimuovere gli ostacoli che li hanno determinati; bisogna fornire indicazioni volte alla valorizzazione delle competenze, al suggerimento di approfondimenti, recuperi, consolidamenti, ricerche, in un’ottica di personalizzazione che responsabilizzi  gli allievi. A maggior ragione in una situazione come questa. Valutazione formativa in itinere dunque, che diventerà valutazione sommativa nel consiglio di classe finale.

  • Le modalità e i tempi di registrazione della valutazione dovranno garantire chiarezza e tempestività: allo studente deve essere chiaro il motivo per cui gli viene attribuita una determinata valutazione. Perciò consiglio a tutti voi di trascrivere, nella casella dedicata al commento pubblico, un semplice giudizio accompagnato da un voto numerico (in blu). Relativamente al “peso” del voto, vi ricordo che la valutazione sommativa non è mai il risultato della media aritmetica delle singole valutazioni, ma è sempre la sintesi di tutti gli elementi di valutazione, numerici e non numerici, acquisiti durante il percorso formativo. E questo è tanto più vero oggi. Nel consiglio di classe finale riporterete tutti gli elementi acquisiti e, sulla base di questi, si deciderà per l’ammissione alla classe successiva. Più numerosi sono e meglio sarà. Si intende superata (ma è bene che sia ridefinita dai Dipartimenti disciplinari, come dirò più avanti), la delibera del collegio relativa a tipologie e numero delle verifiche per quadrimestre. 
  • Registrazione delle presenze degli studenti. In considerazione della peculiarità della situazione e di quanto affermato in precedenza, si ritiene del tutto inessenziale la registrazione quotidiana delle presenze. Risulta invece di notevole importanza l’annotazione della puntualità nella consegna dei lavori assegnati.
  • Alunni con disabilità. Riguardo agli alunni con disabilità il punto di riferimento rimane il Piano Educativo Individualizzato. La sospensione dell’attività didattica per quanto possibile, non deve interrompere il processo di inclusione. Come indicazione di massima, suggerisco ai docenti di sostegno: di mantenere l’interazione a distanza con l’alunno e tra l’alunno e gli altri docenti curricolari oppure, ove non sia possibile, con la famiglia dell’alunno stesso; di mettere a punto materiale personalizzato da far fruire con modalità specifiche di didattica a distanza, concordate con la famiglia; di monitorare, attraverso feedback periodici, lo stato di realizzazione del PEI. Di questo percorso faranno parte, anche attraverso l’inclusione nelle classi virtuali, gli assistenti specialistici. Questi ultimi annoteranno le attività in un proprio registro nel quale saranno evidenziate la data e l’attività. Resta inteso che ciascun alunno con disabilità, nel sistema educativo di istruzione e formazione italiano, è oggetto di cura educativa da parte di tutti i docenti e di tutta la comunità scolastica.
  • Alunni con DSA – Bisogni Educativi Speciali. Nella progettazione e realizzazione delle attività a distanza è necessario porre particolare attenzione alla presenza in classe di alunni in possesso di diagnosi rilasciata ai sensi della Legge 170/2010, e ai rispettivi piani didattici personalizzati. La strumentazione tecnologica rappresenta un elemento utile di facilitazione per la mediazione dei contenuti proposti. Vi ricordo inoltre la necessità, anche nella didattica a distanza, di prevedere l’utilizzo di strumenti compensativi e dispensativi, che possono consistere – a puro titolo esemplificativo – nell’utilizzo di software di sintesi vocale che trasformino compiti di lettura in compiti di ascolto, libri o vocabolari digitali, mappe concettuali.
  • La riprogrammazione degli obiettivi. Alla luce di tutte le considerazioni esposte e al fine di evitare che le attività finora svolte diventino esperienze scollegate le une dalle altre, è opportuno procedere ad un riesame delle progettazioni definite all’interno dei dipartimenti disciplinari e nei consigli di classe, al fine di rimodulare gli obiettivi formativi sulla base delle attuali nuove esigenze. Tale rimodulazione sarà effettuata in prima istanza nei dipartimenti e successivamente nei cdc, caricando i materiali elaborati nel RE, in un’apposita cartella.
  • Riunioni collegiali. In considerazione del previsto protrarsi dell’attuale situazione, è necessario programmare riunioni collegiali, in modalità telematica, finalizzate alla condivisione di decisioni e modalità operative di lavoro. Questa modalità viene prevista per legge in maniera generalizzata anche a dall’art. 73 del DL n.18 del 17 marzo 2020 (“Cura Italia”). Quanto prima vi verranno comunicati appuntamenti ed indicazioni operative per l’accesso.
  • Disponibilità di computer. Segnalo ancora una volta a tutti, docenti e studenti, che la scuola mette a disposizione notebook per la didattica a distanza. Per ottenerli è necessario esclusivamente far pervenire una richiesta all’indirizzo istituzionale della scuola.
  • Attivazione sportello di ascolto psicologico da remoto. Ho già comunicato che da lunedì scorso è attivo lo Sportello di Ascolto Psicologico da remoto. Come sempre possono accedervi oltre agli studenti, anche i docenti ed i genitori. Alla luce di tutte le considerazioni svolte, sono convinta che l’assenza di prenotazioni per questa settimana sia dovuta esclusivamente a mancata informazione o a scarsa dimestichezza con questa attività da remoto. Le dottoresse Perrone e Poletto assicurano la loro piena disponibilità nel mettere ognuno a proprio agio. Credo sia opportuno provare, anche per confrontarsi sulle strategie migliori per gestire l’interazione con i ragazzi da remoto.

Vi ringrazio per la pazienza di avere letto fino in fondo queste note. E vi ringrazio in anticipo per suggerimenti e proposte che vorrete farmi pervenire attraverso l’indirizzo e-mail preside.fiorini@gmail.com.

Buon lavoro e a presto dalla vostra Preside

Noemi Fiorini