Regolamento d’Istituto

PRINCIPI GENERALI, FINALITÀ E OBIETTIVI

Nel contesto dell’autonomia scolastica il Regolamento di Istituto, oltre ad essere una disposizione di legge, si pone come strumento di aiuto all’attuazione del P.O.F., che di una scuola costituisce la carta d’identità.

Nella redazione del presente Regolamento si è cercata una profonda interazione tra la legislazione vigente, lo Statuto delle studentesse e degli studenti(D.P.R. n.249 del 24 giugno 1998 e D.P.R. n. 235 del 21 novembre 2007), il P.O.F.di Istituto, la vita, le problematiche concrete e le potenzialità di questa scuola.

Esso ha lo scopo di garantire il funzionamento dell’ IIS. Margherita di Savoia affinché esso sia luogo di crescita morale e culturale, centro di vita democratica e di partecipazione, dove l’apertura ai problemi del Paese e delle realtà socio-politiche locali, il dialogo tra le generazioni e le proposte di rinnovamento avvengano nel rispetto delle scelte e dei diritti di ciascuno, in vista della progettazione e della realizzazione condivisa di una cittadinanza consapevole, attiva e matura.

Attraverso il Regolamento s’intende pertanto promuovere anche un profondo senso di appartenenza a questa comunità scolastica, educandosi permanentemente – nelle varie modalità di presenzaall’interno della scuola e nelle diverse tappe della propria esistenza – ad una coscienza critico costruttivae partecipativa.

1.1 Ogni norma che regoli la vita quotidiana di questo Istituto deve continuamente essere confrontata con le finalità fondamentali della scuola italiana e con le sue caratteristiche.

1.2 Per il rispetto di tali norme si richiede la consapevole e attiva collaborazione da parte di tutte le componenti di questo Istituto.

2. Si garantisce il diritto di studentesse e studenti alla realizzazione di attività autonome, richieste da loro stessi, nonché alla promozione di attività di informazione.

3. Si garantisce la libertà di scelta riguardo alle attività integrative e aggiuntive; inoltre ci si impegna affinché la programmazione di tali attività osservi ritmi sostenibili per gli studenti, cioè compatibili con gli impegni di studio e con la qualità della vita.

4. Questa scuola si impegna a favorire e promuovere il valore dell’interculturalità ed a tutelare l’espressione delle diversità linguistiche, culturali e religiose presenti al proprio interno.

5. L’istituto si impegna a migliorare ed aggiornare costantemente la propria offerta formativa, a garantire la salubrità degli ambienti di lavoro e studio, la qualità dei laboratori e l’educazione alla salute fisica e psichica

ART 1 PREMESSA

Il presente regolamento intende disciplinare e tutelare l’attività degli studenti, dei docenti, del personale addetto ad amministrazione e vigilanza, e di tutti coloro che operano sulla vita dell’Istituto; il Regolamento può essere modificato soltanto dai medesimi organi che lo hanno prodotto, e con la supervisione dei superiori uffici competenti.

Il presente Regolamento, la cui emanazione, a norma dell’art. 10 del T.U.297/94, è di competenza del Consiglio di Istituto, entra in vigore trascorsi 15 giorni dalla sua approvazione, affissa all’Albo di Istituto; dopo tale termine, esso potrà essere impugnato davanti al TAR o al Presidente della Repubblica, secondo le modalità ed i tempi di impugnazione degli atti amministrativi; le eventuali, future modifiche dovranno prevedere la medesima procedura di trasparenza.

Per quanto non previsto nel presente Regolamento si rimanda alle norme, al codice di comportamento dei pubblici dipendenti ed ai contratti di lavoro, alla Carta dei Servizi ed ai Regolamenti di settore, nonché alle delibere emanate dal Consiglio di Istituto e non abrogate.

STRUTTURE ORGANIZZATIVE E GESTIONALI

Dal punto di vista giuridico, la gestione dell’Istituto e dell’attività didattica e amministrativa è affidata agli Organi Collegialied al Dirigente Scolastico. Le rispettive competenze e attribuzioni sono regolate dalle norme di legge. La vita dell’Istituto prevede inoltre attività assembleari di classe e di Istituto sia degli alunni che dei genitori. Il Regolamento di Istitutodefinisce il funzionamento della vita della scuola.

ART 2 ORGANI COLLEGIALI

Gli organi collegiali previsti nell’Istituto “Margherita di Savoia” sono: quelli previsti dalla vigente normativa, cioè:

CONSIGLIO DI ISTITUTO E GIUNTA ESECUTIVA
CONSIGLIO DI CLASSE
COLLEGIO DEI DOCENTI
COMITATO DI VALUTAZIONE DEL SERVIZIO
COMITATO STUDENTESCO
CONSULTA

ART 3 ATTRIBUZIONI DEL CONSIGLIO D’ ISTITUTO

I compiti del Consiglio di Istituto sono i seguenti:

1. elabora e adotta gli indirizzi generali di gestione di amministrazione della scuola (si veda anche l’art.3 del Regolamento dell’autonomia, n.275 dell’8/3/99);

2. fissa i programmi generali per l’offerta educativa;

3. fissa i criteri per la programmazione delle visite guidate e dei viaggi di istruzione;

4. adotta il Piano dell’offerta formativa;

5. fissa i criteri per la programmazione e l’attuazione delle attività parascolastiche, interscolastiche ed extra – scolastiche, con particolare riguardo ai corsi di recupero e di sostegno e alle libere attività complementari;

6. indica i criteri generali per la formazione delle classi e per l’assegnazione a esse dei singoli docenti (materia nella quale la decisione finale spetta al Capo d’Istituto);

7. delibera sulle misure per la prevenzione delle tossico – dipendenze e per l’educazione sanitaria e alla salute;

8. stabilisce le sanzioni disciplinari da adottare, nel rispetto delle norme contenute nello Statuto delle studentesse e degli studenti, da inserire nel regolamento interno;

9. adotta il Regolamento interno dell’Istituto, che deve, fra l’altro, stabilire le modalità per il funzionamento della biblioteca, per l’uso delle attrezzature culturali, didattiche e sportive, per la vigilanza degli alunni durante l’ingresso e la permanenza nella scuola nonché durante l’uscita dalla medesima, e per la partecipazione del pubblico alle sedute del Consiglio;

10. decide l’acquisto, il rinnovo e la conservazione delle attrezzature tecnico – scientifiche e dei sussidi didattici, compresi quelli audio-televisivi e le dotazioni librarie;

11. decide l’acquisto dei materiali di consumo occorrenti per le esercitazioni;

12. adatta il calendario scolastico alle esigenze ambientali, anche in base alle facoltà concesse dall’attribuzione dell’autonomia scolastica;

13. elegge nel suo seno la Giunta esecutiva;

14. delibera la partecipazione dell’Istituto ad attività culturali, sportive e ricreative di particolare interesse educativo;

15. delibera in materia di sperimentazione e aggiornamento previste dagli artt. 276 e seguenti del T.U. n. 297/1994;

16. delibera, sentito il Collegio dei Docenti, l’intitolazione della scuola e delle aule scolastiche

17. definisce, sulla base delle proposte del Collegio dei docenti, le modalità e i criteri per lo svolgimento dei rapporti con le famiglie e gli studenti prevedendo idonei strumenti di comunicazione tra scuola e famiglie;

18. Promuove contatti con le altre scuole o istituti al fine di realizzare scambi di informazioni e di esperienze e di intraprendere eventuali iniziative di collaborazione;

19. esprime il suo assenso per l’utilizzazione degli edifici e delle attrezzature scolastiche fuori dell’orario di servizio scolastico per attività che realizzino la funzione della scuola come centro di promozione culturale, sociale e civica;

Alle sedute del Consiglio di classe o d’Istituto possono assistere gli elettori delle componenti rappresentate, secondo modalità stabilite dallo stesso organo. Possono essere invitati a partecipare alle sedute del Consiglio anche rappresentanti della Provincia e del Comune e rappresentanti delle organizzazioni sindacali dei lavoratori operanti nel territorio, per conoscere le iniziative culturali e sociali della scuola e trasmettere esperienze.

ART 4 ATTRIBUZIONI DELLA GIUNTA ESECUTIVA

La Giunta Esecutiva dell’Istituto predispone il bilancio preventivo e consuntivo, orienta e consiglia il Presidente del Consiglio di classe o d’Istituto nella preparazione dei lavori del Consiglio stesso, e opera una prima scelta e istruttoria dei problemi da collocare all’ordine del giorno fatte salve le prerogative autonome del Consiglio e cura l’esecuzione delle deliberazioni dello stesso.

ART 5 ATTRIBUZIONI DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DI ISTITUTO

Il Presidente del Consiglio di Istituto:

convoca e presiede il Consiglio e dirige le discussioni;
affida le funzioni di Segretario del Consiglio ad un membro dello stesso;
autentica con la propria firma i verbali delle adunanze redatti dal Segretario del Consiglio in un registro a pagine precedentemente numerate;
esamina le proposte della Giunta, dei membri del Consiglio e degli altri organismi della Scuola;
previa deliberazione del Consiglio, il Dirigente Scolastico prende contatti con i Presidenti dei Consigli di altri Istituti al fine di realizzare scambi di informazione e di esperienze e di intraprendere eventuali iniziative di collaborazione (art.6 D.P.R./416/74)

II Presidente del Consiglio durante le ore di apertura della scuola può accedere nei locali d’intesa con il Dirigente Scolastico; ha diritto di avere dagli uffici di segreteria e dalla Giunta tutte le informazioni concernenti le materie di competenza del Consiglio, nonché di avere in visione tutta la relativa documentazione.

ART 6 ATTRIBUZIONI DEL VICE PRESIDENTE

Il Vice Presidente sostituisce nelle sue funzioni il Presidente, in caso di assenza o di impedimento. In assenza del Presidente e del Vice Presidente, il Consiglio viene presieduto dal Consigliere della componente genitori la cui lista ha riportato più voti.

ART 7 DIRITTI DEI MEMBRI DEL CONSIGLIO DI ISTITUTO

I membri del Consiglio di Istituto, durante le ore di servizio possono accedere agli uffici di segreteria previa intesa con il Dirigente Scolastico per avere le informazioni e visionare gli atti relativi alle materie di competenza del Consiglio. Ogni membro del Consiglio può chiedere al Dirigente Scolastico informazioni o spiegazioni sull’esecuzione da parte della Giunta delle deliberazioni validamente adottate.

ART 8 CONVOCAZIONE DEL CONSIGLIO DI ISTITUTO

Il Consiglio di Istituto è convocato dal Presidente tutte le volte che egli ne ravvisi la necessità o sia richiesto dal Dirigente Scolastico; può essere anche convocato su richiesta di almeno 1 /3 dei mèmbri del Consiglio o della Giunta Esecutiva.

La convocazione deve essere notificata agli interessati almeno 5 giorni prima della seduta, a mezzo lettera firmata dal Presidente, contenente la data, l’ora e l’indicazione dell’O.d.G.

ART 9 FORMAZIONE DELL’ORDINE DEL GIORNO DEL CONSIGLIO D’ISTITUTO

L’O.d.G. dei lavori del Consiglio di Istituto è formulato dal Presidente, sentita la Giunta, aggiungendo gli argomenti richiesti un giorno prima dall’ora di convocazione, almeno 24 ore, dai consiglieri e dagli organi che possono richiedere la convocazione.

In questo ultimo caso, l’O.d.G. integrato deve essere notificato per iscritto agli interessati non meno di 24 ore prima dell’ora di convocazione.

ART 10 CONVOCAZIONE DELLA GIUNTA

La Giunta ordinariamente è convocata dal Dirigente Scolastico:

prima delle riunioni del Consiglio di Istituto con compiti istruttori;
dopo le riunioni del Consiglio di Istituto con compiti esecutivi, nel rispetto delle date e dei modi per l’esecuzione delle deliberazioni del Consiglio di Istituto entro tre giorni dalla seduta.

Il Dirigente Scolastico può convocare la Giunta in casi urgenti con il mezzo più rapido (almeno 24 ore di preavviso)

ART 11 PUBBLICITA ‘ DEGLI ATTI

Le delibere del Consiglio di Istituto devono essere pubblicati in copia conforme all’Albo d’Istituto in base all’art. 27 D.P.R n.416/74. La copia deve essere sottoscritta e autenticata dal Presidente e dal Segretario del Consiglio.

L’affissione all’albo deve avvenire entro e non oltre i 10 giorni dall’approvazione del verbale della seduta.

La copia delle deliberazioni deve rimanere esposta per un periodo di 15 giorni. I verbali e tutti gli atti scritti preparatori sono depositati nell’ufficio di Segreteria.

Ogni membro del Consiglio ha diritto di chiedere una fotocopia.

Non sono soggetti a pubblicazione gli atti concernenti singole persone, salva contraria richiesta dell’interessato.

ART 12 MODALITA’ DELLE SEDUTE

Durante le sedute possono prendere la parola esclusivamente i mèmbri del Consiglio.

II Consiglio può decidere di ascoltare, a titolo consultivo, esperti di particolari argomenti espressamente invitati a conferire.

ART 13 SEGRETARIO DEL CONSIGLIO DI ISTITUTO E SUE FUNZIONI

Il Segretario del Consiglio di Istituto deve essere un membro del Consiglio, ed è nominato dal Presidente. Il Segretario ha il compito di redigere il verbale di ogni seduta e di sottoscriverlo unitamente al Presidente.

II Segretario cura la pubblicità degli atti.

ART 14 SEGRETARIO DELLA GIUNTA E SUE FUNZIONI

Il Segretario della Giunta redige i verbali delle sedute firmandoli unitamente al Dirigente Scolastico. Cura inoltre la pubblicità degli atti definitivi.

ART 15 DECADENZA DALLA CARICA

I membri eletti, i quali non siano intervenuti senza giustificati motivi a tre sedute consecutive dell’organo di cui fanno parte, decadono dalla carica e vengono surrogati con le modalità previste dall’art.22 D.P.R. 416/74.

Con le stesse modalità vengono surrogati i mèmbri che richiedano e ottengano le dimissioni dalla carica.

ART 16 RELAZIONE ANNUALE

La relazione annuale che il Consiglio di Istituto deve far pervenire al Consiglio Scolastico Provinciale sulle materie di sua competenza, prevista nell’ultimo comma dell’arto D.P.R. 416, è predisposta nel mese di settembre di ogni anno dalla Giunta Esecutiva. La relazione dovrà essere oggetto di discussione e approvazione in apposita seduta del Consiglio, da convocarsi entro il mese di ottobre e, comunque, quando si dia luogo al rinnovamento del Consiglio. La relazione firmata dal Presidente della Giunta e dal Presidente del Consiglio, è inviata agli uffici competenti entro 15 giorni dalla data della sua approvazione

ART 17 BILANCIO PREVENTIVO

Entro il 20 novembre di ogni anno la Giunta Esecutiva predispone il Bilancio di previsione relativo all’anno successivo e lo presenta, corredato di una relazione illustrativa dei singoli stanziamenti al Consiglio.

Entro il 30 novembre successivo il Consiglio delibera il bilancio di previsione, che deve essere inviato, unitamente alla relazione della Giunta e a copia della deliberazione del Consiglio stesso, Consiglio Scolastico Provinciale per l’approvazione.

ART 18 CONTO CONSUNTIVO

Entro il mese di marzo ogni anno la Giunta Esecutiva predispone il conto consuntivo dell’esercizio precedente e lo presenta, corredato da una relazione illustrativa al Consiglio di Istituto. Entro il 15 aprile successivo il Consiglio delibera il conto consuntivo, che deve essere inviato, unitamente alla relazione della Giunta e a copie della delibera del Consiglio stesso, al Consiglio Scolastico Provinciale per l’approvazione non oltre il 30 aprile.

ART 19 COMMISSIONI DI LAVORO PER IL CONSIGLIO

Il Consiglio di Istituto, allo scopo di svolgere meglio i lavori di sua competenza, può formare nel suo seno per quelle materie, che rivestano particolare importanza, commissioni con compiti istruttori che funzioneranno secondo le direttive e modalità stabilite dallo stesso Consiglio.

Le suddette Commissioni possono avvalersi della consulenza e collaborazione di esperti della materia.

Le conclusioni delle varie commissioni diventano esecutive dopo delibera del Consiglio.

ART 20 COSTITUZIONE DEGLI ORGANI COLLEGIALI E VALIDITA’ DELLE DELIBERAZIONI

In base all’art. 28 D.P.R. 416/74, l’organo collegiale è costituito anche nel caso in cui non tutte le componenti abbiano espresso la propria rappresentanza. Per la validità dell’adunanza del Collegio dei Docenti, del Consiglio di Istituto e della Giunta è richiesta la presenza di almeno la metà più uno dei componenti in carica. Le deliberazioni sono adottate a maggioranza assoluta dei voti validamente espressi, salvo che disposizioni speciali prescrivano diversamente.

La votazione è segreta quando si faccia questione di persone.

ART 21 ELEZIONE DEGLI ORGANI DI DURATA ANNUALE

Gli organi collegiali di durata annuale, salvo diverse disposizioni ministeriali, vengono eletti nello stesso giorno entro il secondo mese dell’anno scolastico.

ART 22 CONSIGLIO DI CLASSE

Il Consiglio di classe è composto da tutti i docenti della classe, anche dai docenti di sostegno, dai due rappresentanti degli studenti e dai due rappresentanti dei genitori eletti nelle relative assemblee di classe all’inizio di ogni anno scolastico ed è presieduto dal Dirigente Scolastico ovvero, su sua delega, dal docente coordinatore.

Il Consiglio di Classe si insedia all’inizio di ciascun anno scolastico e si riunisce secondo il Piano delle Riunioni concordato ed approvato prima dell’inizio delle lezioni.

Le competenze riguardanti il coordinamento didattico, i rapporti interdisciplinari e la valutazione periodica e finale degli alunni vengono esercitate con la sola presenza dei docenti.

All’inizio dell’anno il docente coordinatore del Consiglio di classe illustra agli studenti ed alle famiglie le opportunità offerte dal POF inerenti la programmazione, le iniziative didattiche e i criteri di valutazione.

I Consigli di classe, in particolare :

· rilevano la situazione di partenza delle singole classi valutando i risultati dei test d’ingresso;

· elaborano il piano di lavoro annuale specificando le finalità, gli obiettivi, i contenuti, i metodi ed i criteri di verifica e valutazione e programmano le opportune strategie d’intervento finalizzate al riequilibrio ed al consolidamento delle conoscenze e delle competenze;

· illustrano ai genitori e agli studenti il piano programmatico assumendo suggerimenti e valutazioni (mese di novembre);

· eseguono la verifica della programmazione e valutano l’andamento didattico disciplinare delle classi;

· fissa i criteri di valutazione delle esperienze che danno luogo ai crediti formativi;

· elabora, per la Commissione d’esame, un documento relativo all’azione educativa e didattica realizzata nell’ultimo anno di corso

· provvedono agli scrutini intermedi e finali (solo componente docenti).

. Le valutazioni periodiche e finali degli alunni sono deliberate dal Consiglio di classe con la sola presenza dei docenti.

Per ogni classe è predisposto un registro nel quale, a cura del segretario di classe, vengono redatti i verbali di tutte le riunioni.

ART 23 CONVOCAZIONE DEL CONSIGLIO DI CLASSE

II Consiglio di Classe è convocato dal Dirigente Scolastico, con ordine di servizio o lettera contenenti orario e O.D.G.. La notifica di convocazione del Consiglio di Classe è fatta pervenire direttamente alle componenti docenti e studenti, e, attraverso i loro figli, alla componente genitori. Vale come convocazione anche il semplice apposito calendario notificato all’inizio dell’anno scolastico.

ART 24 IL COLLEGIO DEI DOCENTI

II Collegio dei Docenti è composto dal Dirigente Scolastico e dai docenti in servizio nella scuola nell’anno scolastico in corso.

Il Collegio è convocato ogni qualvolta il Dirigente Scolastico ne ravvisi la necessità, oppure qualora un terzo dei suoi componenti ne faccia espressa richiesta.

Le riunioni del Collegio rientrano nell’orario di servizio e si svolgono in ore non coincidenti con l’orario di lezione.

Il Collegio in particolare:

  • Elabora il Piano dell’offerta formativa sulla base degli indirizzi generali per le attività della scuola e delle scelte generali di gestione e di amministrazione definite dal Consiglio d’istituto, tenuto conto delle proposte e dei pareri formulati dagli organismi e dalle associazioni anche di fatto dei genitori e degli studenti;
  • Regolamenta lo svolgimento delle attività inerenti all’ampliamento dell’offerta formativa;
  • Identifica le funzioni strumentali al piano dell’offerta formativa, definendone i criteri di attribuzione nonché il numero ed i destinatari delle funzioni (art 30 del CCNL);
  • Formula proposte al Capo di Istituto per la formazione e composizione delle classi e l’assegnazione ad esse dei docenti, per la struttura dell’orario delle lezioni e per lo svolgimento delle altre attività didattiche, tenuto conto dei criteri indicati dal Consiglio di Istituto.
  • Delibera ai fini della valutazione degli studenti la suddivisione dell’anno scolastico in due o tre periodi.
  • Valuta periodicamente l’andamento complessivo dell’azione didattica per verificare l’efficacia in rapporto agli orientamenti e obiettivi prefissati, proponendo, ove necessario, opportune misure per il miglioramento dell’attività scolastica.
  • Provvede all’adozione dei libri di testo, sentiti i Consigli di Classe, e, nei limiti delle disponibilità finanziarie indicate dal Consiglio di Istituto, alla scelta dei sussidi didattici.
  • Adotta e promuove nell’ambito delle proprie competenze iniziative di sperimentazione in conformità degli art.276 e segg. del Decreto legislativo n.297 del 16 aprile 1994.
  • Promuove iniziative di aggiornamento dei docenti dell’Istituto.
  • Elegge i docenti incaricati di collaborare con il Capo di Istituto nel formulare il “Progetto offerta formativa”.
  • Elegge i docenti che fanno parte del Comitato per la Valutazione del servizio personale docente.
  • Programma e cura l’attuazione delle iniziative per il sostegno degli alunni portatori di handicap.
  • Nelle scuole dell’obbligo che accolgono figli di stranieri residenti in Italia e di emigrati italiani tornati in Italia adotta le iniziative previste dagli artt.115 e 116 del decreto legislativo n.297 del 16 aprile 1994 in attuazione della Direttiva CEE N.77 del 25 luglio 1977.
  • Esamina, allo scopo di individuare i mezzi per ogni possibile recupero, i casi di scarso profitto o di irregolare comportamento degli studenti, su iniziativa dei docenti della rispettiva classe.
  • Esprime parere al Capo di Istituto in ordine alla sospensione dal servizio e alla sospensione del personale docente quando ricorrano ragioni di particolare urgenza ai sensi degli articoli 468 e 506 del decreto legislativo n. 297/1994.
    Esprime parere per gli aspetti didattici in ordine alle iniziative dirette alla educazione per la salute e alla prevenzione delle tossicodipendenze previste dall’ari 106 T.U.N.309/1990.
  • Si pronuncia su ogni altro argomento attribuito dal decreto legislativo 297/1994, dalle leggi, dai regolamenti.

ART 25 FUNZIONAMENTO COLLEGIO DOCENTI

Il Collegio Docenti è convocato dal Dirigente con avviso pubblicato nel registro degli ordini di servizio almeno tre giorni prima (3 giorni prima), contenente l’indicazione del giorno e dell’ora di inizio e termine della riunione, e l’elenco dei punti da trattare.

La riunione si protrae fino ad esaurimento dell’O.d.G.,può prolungarsi oltre il predetto termine qualora tutti i presenti lo vogliano oppure, a giudizio del Dirigente o della maggioranza dei partecipanti, può essere interrotta per proseguire dopo uno o due giorni. Tale seconda convocazione non richiede un nuovo avviso scritto.

L’O.d.G. è definito dal Dirigente. Ogni docente può richiedere almeno 3 giorni prima della convocazione, che venga incluso nell’O.d.G. un eventuale punto, che verrà aggiunto di seguito all’O.d.G.

La presenza alle riunioni del Collegio Docenti fa parte degli obblighi dei medesimi; ogni eventuale assenza costituisce a tutti gli effetti assenza dal servizio.

La riunione del Collegio Docenti è presieduta dal Dirigente, cui spetta introdurre ciascun punto dell’O.d.G. e dare o togliere la parola per ogni intervento dei partecipanti. La trattazione e la discussione si svolgono osservando rigorosamente l’O.d.G. Eventuali modifiche nella sequenza dei punti vanno deliberate a maggioranza su proposta del Dirigente o su mozione d’ordine.

E escluso trattare argomenti non iscritti all’O.d.G.

Ogni docente presente ha facoltà di intervenire prendendo la parola per non oltre 5 minuti su ciascun punto dell’O.d.G., e per non oltre 20 minuti complessivamente nell’intera riunione. L’intervento va preceduto da richiesta presentata appena sia stato esposto ciascun punto dell’O.d.G. Non sono ammessi interventi estemporanei. Ogni deliberazione deve essere votata su una mozione formulata in chiari termini dal Dirigente o dal proponente, e si intende approvata se raccoglie il voto della metà più uno dei presenti.

L’astensione dal voto vale come voto contrario.

In caso di parità vale il voto del Dirigente.

La votazione va eseguita per ogni singola deliberazione, di regola in forma palese: per appello nominale o per alzata di mano.

La votazione avviene in forma segreta quando trattasi di questioni concernenti ditte commerciali o riguardanti persone (alunni esclusi).

Terminata la votazione, il Dirigente Scolastico ne riconosce e dichiara l’esito. Nel caso di votazione in forma segreta è assistito da due docenti.

Nel corso dell’adunanza, può essere proposta da uno o più partecipanti una “mozione d’ordine”. Questa deve riguardare esclusivamente: un richiamo alle norme legislative o regolamentari; l’ordine osservato nel proporre o trattare le varie questioni; il procedimento seguito o da seguire nelle votazioni. La mozione va presentata al Dirigente per iscritto e firmata; il Dirigente ne da immediata lettura; il Collegio la approva o la respinge. Se approvata il Dirigente ne cura l’esecuzione.

Qualora il comportamento di qualcuno non consenta l’ordinato svolgimento dei lavori, il Dirigente, dopo, uno o due avvertimenti, deve invitare il docente che disturba, ad uscire dall’aula.

In caso di resistenza, il Dirigente deve sospendere la seduta, fatto salvo, in ogni caso, l’eventuale seguito amministrativo o giudiziario.

ART 26 COMITATO PER LA VALUTAZIONE DEGLI INSEGNANTI

II Comitato di Valutazione di cui sopra, è formato dal Dirigente, da due docenti mèmbri effettivi e da due docenti mèmbri supplenti. I mèmbri del Comitato sono eletti dal Collegio dei Docenti.

II Comitato provvede alla valutazione del servizio dei docenti qualora l’interessato ne faccia richiesta, ed esprime altresì un parere obbligatorio sul periodo di prova dei docenti “straordinari” .

Il Comitato dura in carica un anno scolastico. Le funzioni di segretario del Comitato sono attribuite dal Dirigente ad uno dei docenti membro del comitato stesso.

ART 27 COMITATO STUDENTESCO

Il Comitato Studentesco di istituto previsto quale organo eventuale dall’art. 43 del D.P.R. 416/74 è espressione dei rappresentanti degli studenti nei consigli di classe. Può esprimere pareri o formulare proposte direttamente al Consiglio d’istituto. Oltre ai compiti espressamente previsti dalla legge (convocazione dell’assemblea studentesca di istituto, funzione di garanzia per l’esercizio democratico dei diritti dei partecipanti all’assemblea) può svolgere altri compiti eventualmente affidatigli dall’assemblea studentesca di istituto. Non sono però applicabili a tale comitato le particolari agevolazioni che la legge prevede per le assemblee studentesche di classe o di istituto, cioè la possibilità di svolgere dibattiti in ore coincidenti con l’orario delle lezioni e di organizzare dibattiti con la partecipazione di esperti. Tuttavia, e compatibilmente con la disponibilità di locali e con le esigenze di funzionamento della scuola, il Dirigente Scolastico, previa deliberazione di carattere generale del Consiglio d’istituto, potrà consentire, di volta in volta, l’uso di un locale scolastico per le riunioni del comitato studentesco, da tenersi fuori dell’orario scolastico delle lezioni. II Comitato studentesco può proporre iniziative intese ad attuare la funzione della scuola come centro di promozione culturale, sociale e civile del territorio.

Il Comitato Studentesco viene convocato dagli studenti rappresentanti al C.d.I. o dalla maggioranza dei suoi componenti tramite richiesta scritta al Dirigente Scolastico, nella quale siano specificate la data, l’ora e l’o.d.g. della seduta. La richiesta deve essere presentata almeno cinque giorni prima della data di convocazione ed i rappresentanti vengono avvertiti mediante apposita circolare della Presidenza.

Il Comitato Studentesco approva proposte da presentare all’Assemblea e conseguentemente al C.d.I. o al D.S.

ART 28 CONSULTA PROVINCIALE DEGLI STUDENTI

La Consulta Provincialedegli studenti è composta da due studenti per ogni istituto in ogni provincia, ha il compito di assicurare il più ampio confronto fra gli studenti, ottimizzare ed integrare le attività integrative e complementari e formulare proposte di intervento che superino la dimensione del singolo istituto; stipulare accordi con gli enti locali, le organizzazioni del mondo del lavoro; formulare proposte ed esprimere pareri al Provveditorato, agli Enti Locali competenti e agli Organi Collegiali territoriali; istituire uno sportello informativo per gli studenti, con particolare riferimento alle attività integrative, all’orientamento e all’attuazione dello Statuto delle studentesse e degli studenti; designare due studenti all’interno dell’organo provinciale di garanzia istituito dallo Statuto delle studentesse e degli studenti (art.5, comma 4) , presentare, per l’elezione dei due rappresentanti nella Consulta Provinciale, le relative liste elettorali con le stesse modalità e scadenze proprie del Consiglio di Istituto.

Le liste possono contenere fino a un massimo di quattro candidati. Si può esprimere una sola preferenza.

ART 29 DIRITTO DI ASSEMBLA

Gli studenti della scuola secondaria superiore e i genitori degli alunni hanno il diritto di riunirsi in assemblea nei locali della scuola secondo le modalità previste dal Regolamento.

ART 30 ASSEMBLEE STUDENTESCHE

Le assemblee studentesche costituiscono, in base all’art. 13 del D.L.vo 297/94 c.1, occasione di partecipazione democratica per l’approfondimento dei problemi della scuola e della società in funzione della formazione culturale e civile degli studenti. Le assemblee studentesche possono essere di classe o di Istituto

Assemblea di classe

Ogni assemblea è costituita da tutti gli studenti della classe; la convocazione è vistata dal Dirigente Scolastico, cui deve pervenire la richiesta almeno cinque giorni prima della data prevista per lo svolgimento, tramite i rappresentanti di classe o la maggioranza di essa. La richiesta deve contenere l’o.d.g., l’indicazione dell’orario d’inizio e di fine e deve essere controfirmata per presa d’atto dai docenti che hanno lezione nelle ore del giorno stabilito per lo svolgimento dell’assemblea stessa. L’Assemblea classe elegge un moderatore, che si fa garante del regolare svolgimento della stessa, e un segretario che avrà cura di redigere un verbale. È consentito lo svolgimento di un’assemblea di classe al mese, nel limite di due ore. Essa non può essere tenuta sempre lo stesso giorno della settimana durante l’anno scolastico. Non possono aver luogo assemblee di classe nel mese conclusivo delle lezioni. Durante le assemblee di classe gli studenti non possono allontanarsi dall’aula. Il docente dell’ora, tenuto alla vigilanza, rimane nelle immediate vicinanze della classe ovvero, qualora ne ravvisi la necessità, può restare nell’aula.

Assemblea di Istituto

È costituita da tutti gli studenti dell’istituto o iscritti a frequentare nell’anno in corso. L’Assemblea di Istituto è comunicata al Dirigente Scolastico dal Comitato Studentesco o dal 10% degli studenti dell’istituto in forma scritta con le relative firme e la precisa indicazione dell’o.d.g. e del Comitato Studentesco che assume la responsabilità del corretto svolgimento della stessa. Tale comunicazione deve pervenire almeno cinque giorni prima della data prevista per la convocazione. Nel caso che la programmazione dell’assemblea preveda l’intervento di esperti esterni, non più di quattro volte nell’arco dell’anno scolastico, nella comunicazione devono essere indicati i temi di intervento ed i nominativi degli invitati. Tale elenco deve essere sottoposto all’autorizzazione del C.d.I. Gli studenti ed i genitori vengono informati dell’avvenuta convocazione mediante circolare del Dirigente Scolastico. È consentita una Assemblea di Istituto al mese (escluso il mese finale dell’a.s.) nel limite delle ore di lezione di una giornata; non è possibile frazionare la durata di un’assemblea mensile in più giorni dello stesso mese. L’Assemblea di Istituto non può essere tenuta sempre nello stesso giorno della settimana ed ha luogo in Aula Magna o in altro locale interno alla scuola, scelto sulla base dell’effettivo numero dei partecipanti.

ART 31 FUNZIONAMENTO DELLE ASSEMBLEE STUDENTESCHE

A richiesta degli studenti le ore destinate alle assemblee possono essere utilizzate per lo svolgimento di attività di ricerca, di seminario e per lavori di gruppo.

L’Assemblea si dà un Regolamento ai sensi dell’art. 14 del D.L.vo n. 297/94.

L’Assemblea di Istituto elegge un moderatore, che si fa garante del regolare svolgimento della stessa, e un segretario che avrà cura di redigere un verbale. Il Dirigente Scolastico o un suo delegato ha potere di intervento e di scioglimento dell’Assemblea nel caso di violazione del Regolamento o di constatata impossibilità di ordinato svolgimento della stessa.

La partecipazione degli studenti è essenziale per un proficuo confronto ed un’efficace realizzazione delle finalità educative dell’Assemblea stessa; la presenza non è tuttavia obbligatoria e le eventuali assenze non devono essere giustificate. I minori sono comunque tenuti a informare della data dell’Assemblea i genitori i quali provvedono a firmare per presa visione la relativa comunicazione; i docenti coordinatori di classe sono tenuti a controllare tali firme.

Il Dirigente Scolastico e gli insegnanti possono partecipare con diritto di parola alle assemblee studentesche.

Consultazione degli studenti

Nei casi in cui si renda necessario adottare provvedimenti che influiscano in modo rilevante sull’organizzazione della scuola, gli studenti anche su loro richiesta, possono essere chiamati ad esprimere un parere, non vincolante, mediante consultazione.

Le consultazioni avvengono all’interno delle Assemblee di istituto e i risultati sono portati a conoscenza del Dirigente Scolastico.

ART 32 ASSEMBLEE DEI GENITORI

Le assemblee dei genitori possono essere di sezione, di classe o di Istituto.

I rappresentanti dei genitori nei consigli di classe possono esprimere un comitato dei genitori dell’Istituto.

Qualora le assemblee si svolgano nei locali dell’Istituto, la data e l’orario di svolgimento di ciascuna di esse debbono essere concordate di volta in volta con il Dirigente Scolastico. È utile ricordare che l’assemblea di classe può essere convocata su richiesta dei genitori eletti nei consigli di classe.

Per quanto riguarda la convocazione dell’assemblea di Istituto si rimanda alla normativa contenuta nel testo unico decreto legislativo 16 aprile 1994 n.297 art.15, commi 4-5-6.

ART 33 LIBERTA’ SINDACALI

Le libertà sindacali sono disciplinate dagli artt. 54 e 55 del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n.29 e successive modificazioni, dalla legge 20 maggio 1970, n.300, ivi richiamata, e dalle disposizioni dei contratti collettivi di cui all’ari. 45 del richiamato decreto legislativo 3 febbraio 1993, n.29.

Fino alla stipulazione dell’apposito accordo previsto dall’art.54 si osservano in materia di aspettative e permessi sindacali, le disposizioni degli artt. 591 e 592 del decreto legislativo 16 aprile 1994 n.297 e ogni altra disposizione legislativa o contrattuale all’uopo applicabile.

PRINCIPI GENERALI, FINALITÀ E OBIETTIVI

Nel contesto dell’autonomia scolastica il Regolamento di Istituto, oltre ad essere una disposizione di legge, si pone come strumento di aiuto all’attuazione del P.O.F., che di una scuola costituisce la carta d’identità.

Nella redazione del presente Regolamento si è cercata una profonda interazione tra la legislazione vigente, lo Statuto delle studentesse e degli studenti(D.P.R. n.249 del 24 giugno 1998 e D.P.R. n. 235 del 21 novembre 2007), il P.O.F.di Istituto, la vita, le problematiche concrete e le potenzialità di questa scuola.

Esso ha lo scopo di garantire il funzionamento dell’ IIS. Margherita di Savoia affinché esso sia luogo di crescita morale e culturale, centro di vita democratica e di partecipazione, dove l’apertura ai problemi del Paese e delle realtà socio-politiche locali, il dialogo tra le generazioni e le proposte di rinnovamento avvengano nel rispetto delle scelte e dei diritti di ciascuno, in vista della progettazione e della realizzazione condivisa di una cittadinanza consapevole, attiva e matura.

Attraverso il Regolamento s’intende pertanto promuovere anche un profondo senso di appartenenza a questa comunità scolastica, educandosi permanentemente – nelle varie modalità di presenzaall’interno della scuola e nelle diverse tappe della propria esistenza – ad una coscienza critico costruttivae partecipativa.

1.1 Ogni norma che regoli la vita quotidiana di questo Istituto deve continuamente essere confrontata con le finalità fondamentali della scuola italiana e con le sue caratteristiche.

1.2 Per il rispetto di tali norme si richiede la consapevole e attiva collaborazione da parte di tutte le componenti di questo Istituto.

2. Si garantisce il diritto di studentesse e studenti alla realizzazione di attività autonome, richieste da loro stessi, nonché alla promozione di attività di informazione.

3. Si garantisce la libertà di scelta riguardo alle attività integrative e aggiuntive; inoltre ci si impegna affinché la programmazione di tali attività osservi ritmi sostenibili per gli studenti, cioè compatibili con gli impegni di studio e con la qualità della vita.

4. Questa scuola si impegna a favorire e promuovere il valore dell’interculturalità ed a tutelare l’espressione delle diversità linguistiche, culturali e religiose presenti al proprio interno.

5. L’istituto si impegna a migliorare ed aggiornare costantemente la propria offerta formativa, a garantire la salubrità degli ambienti di lavoro e studio, la qualità dei laboratori e l’educazione alla salute fisica e psichica

ART 1 PREMESSA

Il presente regolamento intende disciplinare e tutelare l’attività degli studenti, dei docenti, del personale addetto ad amministrazione e vigilanza, e di tutti coloro che operano sulla vita dell’Istituto; il Regolamento può essere modificato soltanto dai medesimi organi che lo hanno prodotto, e con la supervisione dei superiori uffici competenti.

Il presente Regolamento, la cui emanazione, a norma dell’art. 10 del T.U.297/94, è di competenza del Consiglio di Istituto, entra in vigore trascorsi 15 giorni dalla sua approvazione, affissa all’Albo di Istituto; dopo tale termine, esso potrà essere impugnato davanti al TAR o al Presidente della Repubblica, secondo le modalità ed i tempi di impugnazione degli atti amministrativi; le eventuali, future modifiche dovranno prevedere la medesima procedura di trasparenza.

Per quanto non previsto nel presente Regolamento si rimanda alle norme, al codice di comportamento dei pubblici dipendenti ed ai contratti di lavoro, alla Carta dei Servizi ed ai Regolamenti di settore, nonché alle delibere emanate dal Consiglio di Istituto e non abrogate.

STRUTTURE ORGANIZZATIVE E GESTIONALI

Dal punto di vista giuridico, la gestione dell’Istituto e dell’attività didattica e amministrativa è affidata agli Organi Collegialied al Dirigente Scolastico. Le rispettive competenze e attribuzioni sono regolate dalle norme di legge. La vita dell’Istituto prevede inoltre attività assembleari di classe e di Istituto sia degli alunni che dei genitori. Il Regolamento di Istitutodefinisce il funzionamento della vita della scuola.

ART 2 ORGANI COLLEGIALI

Gli organi collegiali previsti nell’Istituto “Margherita di Savoia” sono: quelli previsti dalla vigente normativa, cioè:

CONSIGLIO DI ISTITUTO E GIUNTA ESECUTIVA
CONSIGLIO DI CLASSE
COLLEGIO DEI DOCENTI
COMITATO DI VALUTAZIONE DEL SERVIZIO
COMITATO STUDENTESCO
CONSULTA

ART 3 ATTRIBUZIONI DEL CONSIGLIO D’ ISTITUTO

I compiti del Consiglio di Istituto sono i seguenti:

1. elabora e adotta gli indirizzi generali di gestione di amministrazione della scuola (si veda anche l’art.3 del Regolamento dell’autonomia, n.275 dell’8/3/99);

2. fissa i programmi generali per l’offerta educativa;

3. fissa i criteri per la programmazione delle visite guidate e dei viaggi di istruzione;

4. adotta il Piano dell’offerta formativa;

5. fissa i criteri per la programmazione e l’attuazione delle attività parascolastiche, interscolastiche ed extra – scolastiche, con particolare riguardo ai corsi di recupero e di sostegno e alle libere attività complementari;

6. indica i criteri generali per la formazione delle classi e per l’assegnazione a esse dei singoli docenti (materia nella quale la decisione finale spetta al Capo d’Istituto);

7. delibera sulle misure per la prevenzione delle tossico – dipendenze e per l’educazione sanitaria e alla salute;

8. stabilisce le sanzioni disciplinari da adottare, nel rispetto delle norme contenute nello Statuto delle studentesse e degli studenti, da inserire nel regolamento interno;

9. adotta il Regolamento interno dell’Istituto, che deve, fra l’altro, stabilire le modalità per il funzionamento della biblioteca, per l’uso delle attrezzature culturali, didattiche e sportive, per la vigilanza degli alunni durante l’ingresso e la permanenza nella scuola nonché durante l’uscita dalla medesima, e per la partecipazione del pubblico alle sedute del Consiglio;

10. decide l’acquisto, il rinnovo e la conservazione delle attrezzature tecnico – scientifiche e dei sussidi didattici, compresi quelli audio-televisivi e le dotazioni librarie;

11. decide l’acquisto dei materiali di consumo occorrenti per le esercitazioni;

12. adatta il calendario scolastico alle esigenze ambientali, anche in base alle facoltà concesse dall’attribuzione dell’autonomia scolastica;

13. elegge nel suo seno la Giunta esecutiva;

14. delibera la partecipazione dell’Istituto ad attività culturali, sportive e ricreative di particolare interesse educativo;

15. delibera in materia di sperimentazione e aggiornamento previste dagli artt. 276 e seguenti del T.U. n. 297/1994;

16. delibera, sentito il Collegio dei Docenti, l’intitolazione della scuola e delle aule scolastiche

17. definisce, sulla base delle proposte del Collegio dei docenti, le modalità e i criteri per lo svolgimento dei rapporti con le famiglie e gli studenti prevedendo idonei strumenti di comunicazione tra scuola e famiglie;

18. Promuove contatti con le altre scuole o istituti al fine di realizzare scambi di informazioni e di esperienze e di intraprendere eventuali iniziative di collaborazione;

19. esprime il suo assenso per l’utilizzazione degli edifici e delle attrezzature scolastiche fuori dell’orario di servizio scolastico per attività che realizzino la funzione della scuola come centro di promozione culturale, sociale e civica;

Alle sedute del Consiglio di classe o d’Istituto possono assistere gli elettori delle componenti rappresentate, secondo modalità stabilite dallo stesso organo. Possono essere invitati a partecipare alle sedute del Consiglio anche rappresentanti della Provincia e del Comune e rappresentanti delle organizzazioni sindacali dei lavoratori operanti nel territorio, per conoscere le iniziative culturali e sociali della scuola e trasmettere esperienze.

ART 4 ATTRIBUZIONI DELLA GIUNTA ESECUTIVA

La Giunta Esecutiva dell’Istituto predispone il bilancio preventivo e consuntivo, orienta e consiglia il Presidente del Consiglio di classe o d’Istituto nella preparazione dei lavori del Consiglio stesso, e opera una prima scelta e istruttoria dei problemi da collocare all’ordine del giorno fatte salve le prerogative autonome del Consiglio e cura l’esecuzione delle deliberazioni dello stesso.

ART 5 ATTRIBUZIONI DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DI ISTITUTO

Il Presidente del Consiglio di Istituto:

convoca e presiede il Consiglio e dirige le discussioni;
affida le funzioni di Segretario del Consiglio ad un membro dello stesso;
autentica con la propria firma i verbali delle adunanze redatti dal Segretario del Consiglio in un registro a pagine precedentemente numerate;
esamina le proposte della Giunta, dei membri del Consiglio e degli altri organismi della Scuola;
previa deliberazione del Consiglio, il Dirigente Scolastico prende contatti con i Presidenti dei Consigli di altri Istituti al fine di realizzare scambi di informazione e di esperienze e di intraprendere eventuali iniziative di collaborazione (art.6 D.P.R./416/74)

II Presidente del Consiglio durante le ore di apertura della scuola può accedere nei locali d’intesa con il Dirigente Scolastico; ha diritto di avere dagli uffici di segreteria e dalla Giunta tutte le informazioni concernenti le materie di competenza del Consiglio, nonché di avere in visione tutta la relativa documentazione.

ART 6 ATTRIBUZIONI DEL VICE PRESIDENTE

Il Vice Presidente sostituisce nelle sue funzioni il Presidente, in caso di assenza o di impedimento. In assenza del Presidente e del Vice Presidente, il Consiglio viene presieduto dal Consigliere della componente genitori la cui lista ha riportato più voti.

ART 7 DIRITTI DEI MEMBRI DEL CONSIGLIO DI ISTITUTO

I membri del Consiglio di Istituto, durante le ore di servizio possono accedere agli uffici di segreteria previa intesa con il Dirigente Scolastico per avere le informazioni e visionare gli atti relativi alle materie di competenza del Consiglio. Ogni membro del Consiglio può chiedere al Dirigente Scolastico informazioni o spiegazioni sull’esecuzione da parte della Giunta delle deliberazioni validamente adottate.

ART 8 CONVOCAZIONE DEL CONSIGLIO DI ISTITUTO

Il Consiglio di Istituto è convocato dal Presidente tutte le volte che egli ne ravvisi la necessità o sia richiesto dal Dirigente Scolastico; può essere anche convocato su richiesta di almeno 1 /3 dei mèmbri del Consiglio o della Giunta Esecutiva.

La convocazione deve essere notificata agli interessati almeno 5 giorni prima della seduta, a mezzo lettera firmata dal Presidente, contenente la data, l’ora e l’indicazione dell’O.d.G.

ART 9 FORMAZIONE DELL’ORDINE DEL GIORNO DEL CONSIGLIO D’ISTITUTO

L’O.d.G. dei lavori del Consiglio di Istituto è formulato dal Presidente, sentita la Giunta, aggiungendo gli argomenti richiesti un giorno prima dall’ora di convocazione, almeno 24 ore, dai consiglieri e dagli organi che possono richiedere la convocazione.

In questo ultimo caso, l’O.d.G. integrato deve essere notificato per iscritto agli interessati non meno di 24 ore prima dell’ora di convocazione.

ART 10 CONVOCAZIONE DELLA GIUNTA

La Giunta ordinariamente è convocata dal Dirigente Scolastico:

prima delle riunioni del Consiglio di Istituto con compiti istruttori;
dopo le riunioni del Consiglio di Istituto con compiti esecutivi, nel rispetto delle date e dei modi per l’esecuzione delle deliberazioni del Consiglio di Istituto entro tre giorni dalla seduta.

Il Dirigente Scolastico può convocare la Giunta in casi urgenti con il mezzo più rapido (almeno 24 ore di preavviso)

ART 11 PUBBLICITA ‘ DEGLI ATTI

Le delibere del Consiglio di Istituto devono essere pubblicati in copia conforme all’Albo d’Istituto in base all’art. 27 D.P.R n.416/74. La copia deve essere sottoscritta e autenticata dal Presidente e dal Segretario del Consiglio.

L’affissione all’albo deve avvenire entro e non oltre i 10 giorni dall’approvazione del verbale della seduta.

La copia delle deliberazioni deve rimanere esposta per un periodo di 15 giorni. I verbali e tutti gli atti scritti preparatori sono depositati nell’ufficio di Segreteria.

Ogni membro del Consiglio ha diritto di chiedere una fotocopia.

Non sono soggetti a pubblicazione gli atti concernenti singole persone, salva contraria richiesta dell’interessato.

ART 12 MODALITA’ DELLE SEDUTE

Durante le sedute possono prendere la parola esclusivamente i mèmbri del Consiglio.

II Consiglio può decidere di ascoltare, a titolo consultivo, esperti di particolari argomenti espressamente invitati a conferire.

ART 13 SEGRETARIO DEL CONSIGLIO DI ISTITUTO E SUE FUNZIONI

Il Segretario del Consiglio di Istituto deve essere un membro del Consiglio, ed è nominato dal Presidente. Il Segretario ha il compito di redigere il verbale di ogni seduta e di sottoscriverlo unitamente al Presidente.

II Segretario cura la pubblicità degli atti.

ART 14 SEGRETARIO DELLA GIUNTA E SUE FUNZIONI

Il Segretario della Giunta redige i verbali delle sedute firmandoli unitamente al Dirigente Scolastico. Cura inoltre la pubblicità degli atti definitivi.

ART 15 DECADENZA DALLA CARICA

I membri eletti, i quali non siano intervenuti senza giustificati motivi a tre sedute consecutive dell’organo di cui fanno parte, decadono dalla carica e vengono surrogati con le modalità previste dall’art.22 D.P.R. 416/74.

Con le stesse modalità vengono surrogati i mèmbri che richiedano e ottengano le dimissioni dalla carica.

ART 16 RELAZIONE ANNUALE

La relazione annuale che il Consiglio di Istituto deve far pervenire al Consiglio Scolastico Provinciale sulle materie di sua competenza, prevista nell’ultimo comma dell’arto D.P.R. 416, è predisposta nel mese di settembre di ogni anno dalla Giunta Esecutiva. La relazione dovrà essere oggetto di discussione e approvazione in apposita seduta del Consiglio, da convocarsi entro il mese di ottobre e, comunque, quando si dia luogo al rinnovamento del Consiglio. La relazione firmata dal Presidente della Giunta e dal Presidente del Consiglio, è inviata agli uffici competenti entro 15 giorni dalla data della sua approvazione

ART 17 BILANCIO PREVENTIVO

Entro il 20 novembre di ogni anno la Giunta Esecutiva predispone il Bilancio di previsione relativo all’anno successivo e lo presenta, corredato di una relazione illustrativa dei singoli stanziamenti al Consiglio.

Entro il 30 novembre successivo il Consiglio delibera il bilancio di previsione, che deve essere inviato, unitamente alla relazione della Giunta e a copia della deliberazione del Consiglio stesso, Consiglio Scolastico Provinciale per l’approvazione.

ART 18 CONTO CONSUNTIVO

Entro il mese di marzo ogni anno la Giunta Esecutiva predispone il conto consuntivo dell’esercizio precedente e lo presenta, corredato da una relazione illustrativa al Consiglio di Istituto. Entro il 15 aprile successivo il Consiglio delibera il conto consuntivo, che deve essere inviato, unitamente alla relazione della Giunta e a copie della delibera del Consiglio stesso, al Consiglio Scolastico Provinciale per l’approvazione non oltre il 30 aprile.

ART 19 COMMISSIONI DI LAVORO PER IL CONSIGLIO

Il Consiglio di Istituto, allo scopo di svolgere meglio i lavori di sua competenza, può formare nel suo seno per quelle materie, che rivestano particolare importanza, commissioni con compiti istruttori che funzioneranno secondo le direttive e modalità stabilite dallo stesso Consiglio.

Le suddette Commissioni possono avvalersi della consulenza e collaborazione di esperti della materia.

Le conclusioni delle varie commissioni diventano esecutive dopo delibera del Consiglio.

ART 20 COSTITUZIONE DEGLI ORGANI COLLEGIALI E VALIDITA’ DELLE DELIBERAZIONI

In base all’art. 28 D.P.R. 416/74, l’organo collegiale è costituito anche nel caso in cui non tutte le componenti abbiano espresso la propria rappresentanza. Per la validità dell’adunanza del Collegio dei Docenti, del Consiglio di Istituto e della Giunta è richiesta la presenza di almeno la metà più uno dei componenti in carica. Le deliberazioni sono adottate a maggioranza assoluta dei voti validamente espressi, salvo che disposizioni speciali prescrivano diversamente.

La votazione è segreta quando si faccia questione di persone.

ART 21 ELEZIONE DEGLI ORGANI DI DURATA ANNUALE

Gli organi collegiali di durata annuale, salvo diverse disposizioni ministeriali, vengono eletti nello stesso giorno entro il secondo mese dell’anno scolastico.

ART 22 CONSIGLIO DI CLASSE

Il Consiglio di classe è composto da tutti i docenti della classe, anche dai docenti di sostegno, dai due rappresentanti degli studenti e dai due rappresentanti dei genitori eletti nelle relative assemblee di classe all’inizio di ogni anno scolastico ed è presieduto dal Dirigente Scolastico ovvero, su sua delega, dal docente coordinatore.

Il Consiglio di Classe si insedia all’inizio di ciascun anno scolastico e si riunisce secondo il Piano delle Riunioni concordato ed approvato prima dell’inizio delle lezioni.

Le competenze riguardanti il coordinamento didattico, i rapporti interdisciplinari e la valutazione periodica e finale degli alunni vengono esercitate con la sola presenza dei docenti.

All’inizio dell’anno il docente coordinatore del Consiglio di classe illustra agli studenti ed alle famiglie le opportunità offerte dal POF inerenti la programmazione, le iniziative didattiche e i criteri di valutazione.

I Consigli di classe, in particolare :

· rilevano la situazione di partenza delle singole classi valutando i risultati dei test d’ingresso;

· elaborano il piano di lavoro annuale specificando le finalità, gli obiettivi, i contenuti, i metodi ed i criteri di verifica e valutazione e programmano le opportune strategie d’intervento finalizzate al riequilibrio ed al consolidamento delle conoscenze e delle competenze;

· illustrano ai genitori e agli studenti il piano programmatico assumendo suggerimenti e valutazioni (mese di novembre);

· eseguono la verifica della programmazione e valutano l’andamento didattico disciplinare delle classi;

· fissa i criteri di valutazione delle esperienze che danno luogo ai crediti formativi;

· elabora, per la Commissione d’esame, un documento relativo all’azione educativa e didattica realizzata nell’ultimo anno di corso

· provvedono agli scrutini intermedi e finali (solo componente docenti).

. Le valutazioni periodiche e finali degli alunni sono deliberate dal Consiglio di classe con la sola presenza dei docenti.

Per ogni classe è predisposto un registro nel quale, a cura del segretario di classe, vengono redatti i verbali di tutte le riunioni.

ART 23 CONVOCAZIONE DEL CONSIGLIO DI CLASSE

II Consiglio di Classe è convocato dal Dirigente Scolastico, con ordine di servizio o lettera contenenti orario e O.D.G.. La notifica di convocazione del Consiglio di Classe è fatta pervenire direttamente alle componenti docenti e studenti, e, attraverso i loro figli, alla componente genitori. Vale come convocazione anche il semplice apposito calendario notificato all’inizio dell’anno scolastico.

ART 24 IL COLLEGIO DEI DOCENTI

II Collegio dei Docenti è composto dal Dirigente Scolastico e dai docenti in servizio nella scuola nell’anno scolastico in corso.

Il Collegio è convocato ogni qualvolta il Dirigente Scolastico ne ravvisi la necessità, oppure qualora un terzo dei suoi componenti ne faccia espressa richiesta.

Le riunioni del Collegio rientrano nell’orario di servizio e si svolgono in ore non coincidenti con l’orario di lezione.

Il Collegio in particolare:

  • Elabora il Piano dell’offerta formativa sulla base degli indirizzi generali per le attività della scuola e delle scelte generali di gestione e di amministrazione definite dal Consiglio d’istituto, tenuto conto delle proposte e dei pareri formulati dagli organismi e dalle associazioni anche di fatto dei genitori e degli studenti;
  • Regolamenta lo svolgimento delle attività inerenti all’ampliamento dell’offerta formativa;
  • Identifica le funzioni strumentali al piano dell’offerta formativa, definendone i criteri di attribuzione nonché il numero ed i destinatari delle funzioni (art 30 del CCNL);
  • Formula proposte al Capo di Istituto per la formazione e composizione delle classi e l’assegnazione ad esse dei docenti, per la struttura dell’orario delle lezioni e per lo svolgimento delle altre attività didattiche, tenuto conto dei criteri indicati dal Consiglio di Istituto.
  • Delibera ai fini della valutazione degli studenti la suddivisione dell’anno scolastico in due o tre periodi.
  • Valuta periodicamente l’andamento complessivo dell’azione didattica per verificare l’efficacia in rapporto agli orientamenti e obiettivi prefissati, proponendo, ove necessario, opportune misure per il miglioramento dell’attività scolastica.
  • Provvede all’adozione dei libri di testo, sentiti i Consigli di Classe, e, nei limiti delle disponibilità finanziarie indicate dal Consiglio di Istituto, alla scelta dei sussidi didattici.
  • Adotta e promuove nell’ambito delle proprie competenze iniziative di sperimentazione in conformità degli art.276 e segg. del Decreto legislativo n.297 del 16 aprile 1994.
  • Promuove iniziative di aggiornamento dei docenti dell’Istituto.
  • Elegge i docenti incaricati di collaborare con il Capo di Istituto nel formulare il “Progetto offerta formativa”.
  • Elegge i docenti che fanno parte del Comitato per la Valutazione del servizio personale docente.
  • Programma e cura l’attuazione delle iniziative per il sostegno degli alunni portatori di handicap.
  • Nelle scuole dell’obbligo che accolgono figli di stranieri residenti in Italia e di emigrati italiani tornati in Italia adotta le iniziative previste dagli artt.115 e 116 del decreto legislativo n.297 del 16 aprile 1994 in attuazione della Direttiva CEE N.77 del 25 luglio 1977.
  • Esamina, allo scopo di individuare i mezzi per ogni possibile recupero, i casi di scarso profitto o di irregolare comportamento degli studenti, su iniziativa dei docenti della rispettiva classe.
  • Esprime parere al Capo di Istituto in ordine alla sospensione dal servizio e alla sospensione del personale docente quando ricorrano ragioni di particolare urgenza ai sensi degli articoli 468 e 506 del decreto legislativo n. 297/1994.
    Esprime parere per gli aspetti didattici in ordine alle iniziative dirette alla educazione per la salute e alla prevenzione delle tossicodipendenze previste dall’ari 106 T.U.N.309/1990.
  • Si pronuncia su ogni altro argomento attribuito dal decreto legislativo 297/1994, dalle leggi, dai regolamenti.

ART 25 FUNZIONAMENTO COLLEGIO DOCENTI

Il Collegio Docenti è convocato dal Dirigente con avviso pubblicato nel registro degli ordini di servizio almeno tre giorni prima (3 giorni prima), contenente l’indicazione del giorno e dell’ora di inizio e termine della riunione, e l’elenco dei punti da trattare.

La riunione si protrae fino ad esaurimento dell’O.d.G.,può prolungarsi oltre il predetto termine qualora tutti i presenti lo vogliano oppure, a giudizio del Dirigente o della maggioranza dei partecipanti, può essere interrotta per proseguire dopo uno o due giorni. Tale seconda convocazione non richiede un nuovo avviso scritto.

L’O.d.G. è definito dal Dirigente. Ogni docente può richiedere almeno 3 giorni prima della convocazione, che venga incluso nell’O.d.G. un eventuale punto, che verrà aggiunto di seguito all’O.d.G.

La presenza alle riunioni del Collegio Docenti fa parte degli obblighi dei medesimi; ogni eventuale assenza costituisce a tutti gli effetti assenza dal servizio.

La riunione del Collegio Docenti è presieduta dal Dirigente, cui spetta introdurre ciascun punto dell’O.d.G. e dare o togliere la parola per ogni intervento dei partecipanti. La trattazione e la discussione si svolgono osservando rigorosamente l’O.d.G. Eventuali modifiche nella sequenza dei punti vanno deliberate a maggioranza su proposta del Dirigente o su mozione d’ordine.

E escluso trattare argomenti non iscritti all’O.d.G.

Ogni docente presente ha facoltà di intervenire prendendo la parola per non oltre 5 minuti su ciascun punto dell’O.d.G., e per non oltre 20 minuti complessivamente nell’intera riunione. L’intervento va preceduto da richiesta presentata appena sia stato esposto ciascun punto dell’O.d.G. Non sono ammessi interventi estemporanei. Ogni deliberazione deve essere votata su una mozione formulata in chiari termini dal Dirigente o dal proponente, e si intende approvata se raccoglie il voto della metà più uno dei presenti.

L’astensione dal voto vale come voto contrario.

In caso di parità vale il voto del Dirigente.

La votazione va eseguita per ogni singola deliberazione, di regola in forma palese: per appello nominale o per alzata di mano.

La votazione avviene in forma segreta quando trattasi di questioni concernenti ditte commerciali o riguardanti persone (alunni esclusi).

Terminata la votazione, il Dirigente Scolastico ne riconosce e dichiara l’esito. Nel caso di votazione in forma segreta è assistito da due docenti.

Nel corso dell’adunanza, può essere proposta da uno o più partecipanti una “mozione d’ordine”. Questa deve riguardare esclusivamente: un richiamo alle norme legislative o regolamentari; l’ordine osservato nel proporre o trattare le varie questioni; il procedimento seguito o da seguire nelle votazioni. La mozione va presentata al Dirigente per iscritto e firmata; il Dirigente ne da immediata lettura; il Collegio la approva o la respinge. Se approvata il Dirigente ne cura l’esecuzione.

Qualora il comportamento di qualcuno non consenta l’ordinato svolgimento dei lavori, il Dirigente, dopo, uno o due avvertimenti, deve invitare il docente che disturba, ad uscire dall’aula.

In caso di resistenza, il Dirigente deve sospendere la seduta, fatto salvo, in ogni caso, l’eventuale seguito amministrativo o giudiziario.

ART 26 COMITATO PER LA VALUTAZIONE DEGLI INSEGNANTI

II Comitato di Valutazione di cui sopra, è formato dal Dirigente, da due docenti mèmbri effettivi e da due docenti mèmbri supplenti. I mèmbri del Comitato sono eletti dal Collegio dei Docenti.

II Comitato provvede alla valutazione del servizio dei docenti qualora l’interessato ne faccia richiesta, ed esprime altresì un parere obbligatorio sul periodo di prova dei docenti “straordinari” .

Il Comitato dura in carica un anno scolastico. Le funzioni di segretario del Comitato sono attribuite dal Dirigente ad uno dei docenti membro del comitato stesso.

ART 27 COMITATO STUDENTESCO

Il Comitato Studentesco di istituto previsto quale organo eventuale dall’art. 43 del D.P.R. 416/74 è espressione dei rappresentanti degli studenti nei consigli di classe. Può esprimere pareri o formulare proposte direttamente al Consiglio d’istituto. Oltre ai compiti espressamente previsti dalla legge (convocazione dell’assemblea studentesca di istituto, funzione di garanzia per l’esercizio democratico dei diritti dei partecipanti all’assemblea) può svolgere altri compiti eventualmente affidatigli dall’assemblea studentesca di istituto. Non sono però applicabili a tale comitato le particolari agevolazioni che la legge prevede per le assemblee studentesche di classe o di istituto, cioè la possibilità di svolgere dibattiti in ore coincidenti con l’orario delle lezioni e di organizzare dibattiti con la partecipazione di esperti. Tuttavia, e compatibilmente con la disponibilità di locali e con le esigenze di funzionamento della scuola, il Dirigente Scolastico, previa deliberazione di carattere generale del Consiglio d’istituto, potrà consentire, di volta in volta, l’uso di un locale scolastico per le riunioni del comitato studentesco, da tenersi fuori dell’orario scolastico delle lezioni. II Comitato studentesco può proporre iniziative intese ad attuare la funzione della scuola come centro di promozione culturale, sociale e civile del territorio.

Il Comitato Studentesco viene convocato dagli studenti rappresentanti al C.d.I. o dalla maggioranza dei suoi componenti tramite richiesta scritta al Dirigente Scolastico, nella quale siano specificate la data, l’ora e l’o.d.g. della seduta. La richiesta deve essere presentata almeno cinque giorni prima della data di convocazione ed i rappresentanti vengono avvertiti mediante apposita circolare della Presidenza.

Il Comitato Studentesco approva proposte da presentare all’Assemblea e conseguentemente al C.d.I. o al D.S.

ART 28 CONSULTA PROVINCIALE DEGLI STUDENTI

La Consulta Provincialedegli studenti è composta da due studenti per ogni istituto in ogni provincia, ha il compito di assicurare il più ampio confronto fra gli studenti, ottimizzare ed integrare le attività integrative e complementari e formulare proposte di intervento che superino la dimensione del singolo istituto; stipulare accordi con gli enti locali, le organizzazioni del mondo del lavoro; formulare proposte ed esprimere pareri al Provveditorato, agli Enti Locali competenti e agli Organi Collegiali territoriali; istituire uno sportello informativo per gli studenti, con particolare riferimento alle attività integrative, all’orientamento e all’attuazione dello Statuto delle studentesse e degli studenti; designare due studenti all’interno dell’organo provinciale di garanzia istituito dallo Statuto delle studentesse e degli studenti (art.5, comma 4) , presentare, per l’elezione dei due rappresentanti nella Consulta Provinciale, le relative liste elettorali con le stesse modalità e scadenze proprie del Consiglio di Istituto.

Le liste possono contenere fino a un massimo di quattro candidati. Si può esprimere una sola preferenza.

ART 29 DIRITTO DI ASSEMBLA

Gli studenti della scuola secondaria superiore e i genitori degli alunni hanno il diritto di riunirsi in assemblea nei locali della scuola secondo le modalità previste dal Regolamento.

ART 30 ASSEMBLEE STUDENTESCHE

Le assemblee studentesche costituiscono, in base all’art. 13 del D.L.vo 297/94 c.1, occasione di partecipazione democratica per l’approfondimento dei problemi della scuola e della società in funzione della formazione culturale e civile degli studenti. Le assemblee studentesche possono essere di classe o di Istituto

Assemblea di classe

Ogni assemblea è costituita da tutti gli studenti della classe; la convocazione è vistata dal Dirigente Scolastico, cui deve pervenire la richiesta almeno cinque giorni prima della data prevista per lo svolgimento, tramite i rappresentanti di classe o la maggioranza di essa. La richiesta deve contenere l’o.d.g., l’indicazione dell’orario d’inizio e di fine e deve essere controfirmata per presa d’atto dai docenti che hanno lezione nelle ore del giorno stabilito per lo svolgimento dell’assemblea stessa. L’Assemblea classe elegge un moderatore, che si fa garante del regolare svolgimento della stessa, e un segretario che avrà cura di redigere un verbale. È consentito lo svolgimento di un’assemblea di classe al mese, nel limite di due ore. Essa non può essere tenuta sempre lo stesso giorno della settimana durante l’anno scolastico. Non possono aver luogo assemblee di classe nel mese conclusivo delle lezioni. Durante le assemblee di classe gli studenti non possono allontanarsi dall’aula. Il docente dell’ora, tenuto alla vigilanza, rimane nelle immediate vicinanze della classe ovvero, qualora ne ravvisi la necessità, può restare nell’aula.

Assemblea di Istituto

È costituita da tutti gli studenti dell’istituto o iscritti a frequentare nell’anno in corso. L’Assemblea di Istituto è comunicata al Dirigente Scolastico dal Comitato Studentesco o dal 10% degli studenti dell’istituto in forma scritta con le relative firme e la precisa indicazione dell’o.d.g. e del Comitato Studentesco che assume la responsabilità del corretto svolgimento della stessa. Tale comunicazione deve pervenire almeno cinque giorni prima della data prevista per la convocazione. Nel caso che la programmazione dell’assemblea preveda l’intervento di esperti esterni, non più di quattro volte nell’arco dell’anno scolastico, nella comunicazione devono essere indicati i temi di intervento ed i nominativi degli invitati. Tale elenco deve essere sottoposto all’autorizzazione del C.d.I. Gli studenti ed i genitori vengono informati dell’avvenuta convocazione mediante circolare del Dirigente Scolastico. È consentita una Assemblea di Istituto al mese (escluso il mese finale dell’a.s.) nel limite delle ore di lezione di una giornata; non è possibile frazionare la durata di un’assemblea mensile in più giorni dello stesso mese. L’Assemblea di Istituto non può essere tenuta sempre nello stesso giorno della settimana ed ha luogo in Aula Magna o in altro locale interno alla scuola, scelto sulla base dell’effettivo numero dei partecipanti.

ART 31 FUNZIONAMENTO DELLE ASSEMBLEE STUDENTESCHE

A richiesta degli studenti le ore destinate alle assemblee possono essere utilizzate per lo svolgimento di attività di ricerca, di seminario e per lavori di gruppo.

L’Assemblea si dà un Regolamento ai sensi dell’art. 14 del D.L.vo n. 297/94.

L’Assemblea di Istituto elegge un moderatore, che si fa garante del regolare svolgimento della stessa, e un segretario che avrà cura di redigere un verbale. Il Dirigente Scolastico o un suo delegato ha potere di intervento e di scioglimento dell’Assemblea nel caso di violazione del Regolamento o di constatata impossibilità di ordinato svolgimento della stessa.

La partecipazione degli studenti è essenziale per un proficuo confronto ed un’efficace realizzazione delle finalità educative dell’Assemblea stessa; la presenza non è tuttavia obbligatoria e le eventuali assenze non devono essere giustificate. I minori sono comunque tenuti a informare della data dell’Assemblea i genitori i quali provvedono a firmare per presa visione la relativa comunicazione; i docenti coordinatori di classe sono tenuti a controllare tali firme.

Il Dirigente Scolastico e gli insegnanti possono partecipare con diritto di parola alle assemblee studentesche.

Consultazione degli studenti

Nei casi in cui si renda necessario adottare provvedimenti che influiscano in modo rilevante sull’organizzazione della scuola, gli studenti anche su loro richiesta, possono essere chiamati ad esprimere un parere, non vincolante, mediante consultazione.

Le consultazioni avvengono all’interno delle Assemblee di istituto e i risultati sono portati a conoscenza del Dirigente Scolastico.

ART 32 ASSEMBLEE DEI GENITORI

Le assemblee dei genitori possono essere di sezione, di classe o di Istituto.

I rappresentanti dei genitori nei consigli di classe possono esprimere un comitato dei genitori dell’Istituto.

Qualora le assemblee si svolgano nei locali dell’Istituto, la data e l’orario di svolgimento di ciascuna di esse debbono essere concordate di volta in volta con il Dirigente Scolastico. È utile ricordare che l’assemblea di classe può essere convocata su richiesta dei genitori eletti nei consigli di classe.

Per quanto riguarda la convocazione dell’assemblea di Istituto si rimanda alla normativa contenuta nel testo unico decreto legislativo 16 aprile 1994 n.297 art.15, commi 4-5-6.

ART 33 LIBERTA’ SINDACALI

Le libertà sindacali sono disciplinate dagli artt. 54 e 55 del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n.29 e successive modificazioni, dalla legge 20 maggio 1970, n.300, ivi richiamata, e dalle disposizioni dei contratti collettivi di cui all’ari. 45 del richiamato decreto legislativo 3 febbraio 1993, n.29.

Fino alla stipulazione dell’apposito accordo previsto dall’art.54 si osservano in materia di aspettative e permessi sindacali, le disposizioni degli artt. 591 e 592 del decreto legislativo 16 aprile 1994 n.297 e ogni altra disposizione legislativa o contrattuale all’uopo applicabile.

Regolamento d’istituto per l'acquisizione di lavori